Un robot mostra la direzione che sta prendendo il settore
Un robot umanoide assembla componenti, le cabine di pilotaggio diventano schermi di proiezione e le aziende tecnologiche acquistano influenza: il CES di Las Vegas ha reso evidente che l'industria automobilistica si sta reinventando, ma a quale costo?

Per molto tempo, il Consumer Electronics Show (CES) è stato una fiera per televisori, giochi, elettronica di intrattenimento e gadget digitali. Oggi è anche un evento imperdibile per i manager dell'auto: se volete sapere dove si sta dirigendo il settore, non potete mancare a Las Vegas (USA). Svelare nuovi modelli? Difficile che abbia un ruolo in questi giorni. Si parla invece di chip, software e sensori.
Al CES 2026, ancora una volta l'attenzione non è stata rivolta ai veicoli, ma alle tecnologie. La domanda per i produttori e i fornitori di auto: cosa prevarrà e chi determinerà le regole del gioco in futuro? Mentre i tradizionali saloni dell'auto presentano i veicoli di serie, a Las Vegas si è parlato solo delle basi. Aziende tecnologiche, start-up, fornitori e sviluppatori hanno mostrato sistemi e piattaforme che spesso arriveranno nei veicoli o nei processi produttivi solo tra qualche anno.

Aiutante umanoide in fabbrica
Hyundai ha presentato uno di questi esempi. L'azienda ha presentato Atlas, il robot umanoide della sua filiale Boston Dynamics - non più solo un progetto di ricerca, ma un futuro componente della produzione. Nella fabbrica nello stato americano della Georgia, Atlas lavorerà regolarmente per la prima volta a partire dal 2028, inizialmente nella logistica: preleva i componenti, li trasporta e li prepara per l'assemblaggio. Dal 2030, i robot umanoidi si occuperanno dell'assemblaggio. Allo stesso tempo, Hyundai sta costruendo la propria infrastruttura per lo sviluppo e la produzione, con l'obiettivo di raggiungere una capacità produttiva di 30.000 robot umanoidi all'anno.
Atlas si differenzia fondamentalmente dai classici robot industriali. Non è legato a una postazione fissa, ma si muove autonomamente nella fabbrica, riconosce gli ostacoli ed effettua interventi mirati. E dimostra la direzione che stanno prendendo gli sviluppi: un'intelligenza artificiale (AI) che non solo calcola, ma agisce, corre e reagisce. La tecnologia alla base: Modelli di intelligenza artificiale, tecnologia dei sensori e controllo autonomo. Gran parte di questa tecnologia proviene dallo sviluppo della guida autonoma e sta ora rientrando nella produzione. Il CES ha quindi dimostrato quanto la tecnologia dei veicoli, la robotica e l'automazione industriale siano ormai strettamente collegate. E deve essere così: in Cina, la produzione con l'aiuto dell'IA è da tempo uno standard.

L'interno pensa da solo
Tuttavia, non è solo la fabbrica a essere ripensata, ma anche il veicolo stesso. Gli interni sono stati uno dei punti focali del CES 2026, con il fornitore Aumovio che ha presentato Surface Projection, una soluzione in cui le informazioni vengono proiettate direttamente sulla superficie dell'abitacolo - in altre parole, senza display tradizionali. Le istruzioni di navigazione, i messaggi di avviso o gli elementi grafici appaiono su tutta la larghezza e si adattano alla situazione di guida e all'ambiente circostante.
Bosch si è concentrato sull'esperienza di guida. È stato presentato un cockpit con supporto AI che collega più strettamente infotainment, assistenza e controllo del veicolo. Un software centralizzato controlla lo sterzo, i freni, la trasmissione e il telaio in modo che l'auto si muova in modo più fluido e uniforme, con l'obiettivo di ridurre, tra l'altro, il mal d'auto. All'interno dell'abitacolo, il sistema dovrebbe pensare attivamente da solo: semplici affermazioni come «Ho freddo» possono attivare diverse azioni, dal riscaldamento e dalla temperatura dei sedili alla ventilazione, che già esiste in qualche misura nei sistemi di assistenza vocale delle auto di oggi. Tanja Rückert, membro del consiglio di amministrazione di Bosch, ha parlato di un «compagno intelligente» che riconosce la situazione e le esigenze degli occupanti invece di limitarsi a visualizzare informazioni.

I limiti del modello
ZF si è mossa in una direzione simile. Il fornitore ha presentato soluzioni basate su software che consentono di ridurre in modo mirato il rumore di guida e di rotolamento. I sensori registrano le vibrazioni e gli algoritmi calcolano un controsegnale in tempo reale. Il comfort non è più creato da più tecnologia, ma da un software più intelligente. Per i fornitori tradizionali come ZF, questo rivela un modello centrale del CES: le competenze tecniche conosciute vengono sempre più integrate dal software.
Il veicolo definito dal software era onnipresente al CES. Le funzioni non sono più solo installate ex-novo, ma vengono sempre più spesso aggiornate, spesso a pagamento o in abbonamento. I sistemi di assistenza, le funzioni di comfort o la navigazione estesa possono essere attivati in un secondo momento. Tuttavia, è emerso anche il limite di questo modello: i clienti pagano solo se i vantaggi sono chiaramente riconoscibili. Le funzioni digitali senza un valore aggiunto riconoscibile sono sempre più spesso accolte con scetticismo.

Passo intermedio invece di rivoluzione
La guida autonoma è l'ambito in cui il software offre un reale valore aggiunto. A Las Vegas si sono visti chiari progressi: i sensori registrano l'ambiente in modo più preciso, i modelli di intelligenza artificiale prendono decisioni più rapide, i sistemi di assistenza si fanno carico di un maggior numero di compiti di guida, sia nelle autovetture che nei veicoli commerciali. Tuttavia, più alto è il livello di automazione, più complessa e costosa diventa la tecnologia. I veicoli completamente autonomi rimarranno per il momento un prodotto di nicchia: la realtà è semplicemente troppo complessa, soprattutto nei centri urbani dove l'uomo rimarrà al volante per il momento. Allo stesso tempo, però, è diventato chiaro che le singole applicazioni stanno entrando nella produzione di serie più velocemente di quanto si pensasse. Mercedes ha annunciato una piattaforma di guida basata sull'intelligenza artificiale e sulla tecnologia di Nvidia, che sarà lanciata inizialmente negli Stati Uniti, sulla CLA. Non ancora una rivoluzione dell'autonomia, ma sistemi di assistenza adattivi e di apprendimento in un'auto di serie.
Chi determina le regole del gioco
Ciò rende chiaro anche chi sta dettando il ritmo: Le aziende tecnologiche forniscono chip, potenza di calcolo e modelli di intelligenza artificiale, dando così sempre più forma all'architettura dei veicoli moderni. Le case automobilistiche e i fornitori tradizionali spesso si limitano a fungere da utenti, invece di controllare direttamente le tecnologie centrali. Questo cambiamento ha conseguenze economiche. Gli investimenti in elettromobilità, software e intelligenza artificiale sono elevati, mentre la pressione sui prezzi continua ad aumentare. La digitalizzazione deve quindi anche ridurre i costi, altrimenti diventerà un peso anziché un vantaggio competitivo.

